venerdì 7 ottobre 2011

Strings

Titolo: Strings

Regia: Anders Rønnow Klarlund
Durata: 88 min.
Anno: 2004 

Hal Tara è il figlio del Kahro, signore della città di Hebalon, e suo erede al Trono. Quando il Kahro si suicida Hal viene scelto per prendere il suo posto. Tuttavia la lettera contenente le ultime parole del Kahro che Hal ritrova rivela una verità diversa: la sua morte non è affatto un suicidio ma il risultato di un complotto ordito dal regnante di una città rivale. Travestito da comune cittadino Hal inizierà così un lungo viaggio in cerca di vendetta. 

Questo è l'inizio di quella che solo a prima vista può sembrare una storia comune, Strings però è tutt'altro che banale: il mondo in cui si svolge questa storia è infatti popolato da sole marionette. E non intendo che è semplicemente girato utilizzando marionette anziché attori in carne ossa, ma che tutti coloro che popolano il mondo immaginato da Klarlund sono realmente marionette consapevoli di esserlo, il loro essere legati a fili che a milioni si perdono nel cielo fino ad arrivare alle mani di un ignoto grande marionettista influisce in ogni aspetto della loro vita e della loro società. Significativa più di tutte in questo senso è la scena della nascita: qui vediamo infatti due genitori scolpire amorevolmente un pezzo di legno in forma di neonato e attendere con pazienza che dal cielo cadano i fili che, una volta collegati al nascituro, gli daranno vita.

L'abilità di Bernd Ogrodnik, indiscusso maestro marionettista che qui dirige il team di animatori, unita alle suggestive scenografia, ad una fotografia ed una regia di ottima qualità fanno di Strings un vero capolavoro cinematografico. Un film che saprà tenervi incollati allo schermo e stupirvi da quanto, pur essendo interpretato da marionette, riesce a instaurare un rapporto di empatia tra protagonisti e spettatore che è raro trovare anche in film con attori in carne ed ossa.

Mi sembra quasi superfluo specificare che un'opera così particolare ed innovativa non ha avuto distribuzione nel nostro paese, a dispetto dei numerosi riconoscimenti avuti nel resto d'Europa.

3 commenti:

Nick ha detto...

Io non mi stupirei, dello scarso fiuto dei distributori nostrani.
Per la serie continuiamo a comportarci da provinciali... :(

Gherardo Psicopompo ha detto...

Interessantissimo. Il film e il blog. ;)
Hai guadagnato un lettore.
Ma il film in che lingua è? Tedesco? Magari in qualche paese anglofono lo degnano di attenzione, e in inglese si riuscirà a vedere...

Marco Di Lago ha detto...

Il film è una coproduzione danese-svedese-norvegese-inglese, la versione che ho visto io era in Inglese (a controllare adesso su Amzon c'è in vendita la versione DVD per il mercato del Regno Unito), ai tempi non trovai sottotitoli in Italiano ma adesso da una rapida occhiata in rete direi che si possono trovare anche i sub italiani

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